Paste fresche farcite: i lettori segnalano

A proposito di etichettatura trasparente nei confronti dei consumatori; vi segnalo la presenza nel circuito distributivo-commerciale di confezioni integre ed originali di paste fresche farcite con carne (ravioli con ripieno carneo) riportanti in etichetta a caratteri grafici di notevole spessore la dicitura “Senza conservanti aggiunti”.

Poi andando a leggere l’ingredientisca (naturalmente a caratteri nettamente piu piccoli) , scopri che nell’ingrediente composto (nella fattispecie mortadella) è presente l’additivo ad azione conservante potassio nitrato.

E ben vero che questo ingrediente non e direttamente riconducibile al produttore, essendo un costituente dell’ingrediente mortadella e in virtù del d.lgsvo 114/2006 il produttore è obbligato a menzionarlo ugualmente.

Ma nel contesto quotidiano il consumatore da cosa sarà attratto nella scelta del prodotto?

Naturalmente dalla frase pubblicitaria ( Anche se nel caso di specie l’additivazione non è direttamente riconducibile direttamente al produttore).

Non viene salvaguardata a mio sommesso avviso la leale e trasparente comunicazione dovuta al consumatore cosi come sancito dall’articolo 2 del D.lgsvo 109 del 27.01.92 (E successive modifiche ed integrazioni). Stante la differenza di dimensioni dei caratteri grafici del messaggio pubblicitario e dell’ingredientisca del prodotto.

Inoltre non va tralasciato il fatto che l’articolo 7 comma 1 del Sopraccitato D.lgsvo 109/92, consente al produttore di non menzionare l’additivo contenuto in un ingrediente composto a patto che non svolgano piu alcuna funzione sul prodotto finito.

E’ di tutta evidenza che assegnando il Reg 178/02 la primaria responsabiltà della salubrità e corretta informazione all’operatore del settore alimentare, nel caso di specie menzionando (seppur a caratteri grafici non perfettamente leggibili a tutti i consumatori ) ha ritenuto o e stato consigliato che una qualche funzione nel prodotto finito l’additivo ad azione conservante contenuto nell’ingrediente composto la dovesse svolgere.

lettera firmata

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C’è Mozzarella e mozzarella

Un lettore di Malacibus, attraverso un’email firmata, ci informa di quanto sta accadendo attorno al pianeta mozzarella, cioè quando le norme interpretate con astuzia da produttori furbetti, e l’assenza di controlli, permettono di aggirare le regole a scapito di chi le segue rigorosamente.

Sia questo un avviso agli organi di sorveglianza, sull’eventualità di rivedere le norme ed accertarsi che vengano seguite, e un avviso per i consumatori a prediligere i produttori che operano con onestà e trasparenza.

La denucia:

Come ben saprete , i cosiddetti formaggi freschi a pasta filata (Mozzarelle ed analoghi ) deveno essere venduti rigorosamente preconfezionati in sede di vendita al dettaglio.

Orbene alcuni produttori hanno trovato bene il modo di aggirare la norma.

Commercializzando prodotti del tutto analoghi (sotto il profilo della presentazione Forma del Prodotto e sua esposizione ai consumatori finali ). Categorizzandoli come preprazioni gastronomiche a base di formaggi freschi a pasta filata. Perchè all’interno della matrice alimentare è stato addizionanato Olio di oliva extra vergine in emulsione, sale ed olive. Faccio altresì, rilevare che la mozzarella in questo tipo di prodotti è in percentuale del 93% .

Tutto questo in palese contrasto con le indicazioni di una circolare del 2003 emessa dal Ministero delle attività produttive. La Circolare in esame esplicita chiaramente all’epoca, che un formaggio fresco a pasta filata per non potere piu essere considerato come tale doveva subire una lavorazione sostanziale (Spezzettamento , sminuzzamento ), citando a titolo esemplificativo come preparazioni gastronomiche l’insalata con mozzarella e i nodini della stessa frammisti a panna. Specificando ulteriormente che l’aggiunta di un qualche ingrediente non caseario (Noci , olive pomodorini), non era sufficiente a fargli mutare lo status giuridico di formaggio fresco a pasta filata.

In questi anni nessuno si e mai fatto carico di verificare se l’aggiunta di olio extra vergine di oliva emulsionato e sale, fosse tale da indurre quelle modifiche sostanziali citate nella sopraccitata Circolare.

Con la conseguenza che questa tipologia di prodotti (ripeto del tutto analoghi alla comune mozzarella sotto il profilo della presentazione vengono esitati allo stato sfuso ai consumatori finali arrecando grave noncumento ai produttori di mozzarella che devono commercializzarla per legge confezionata all’origine).

Con i migliori saluti

lettera firmata

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Rivoluzione nella sanificazione degli alimenti

Due ricercatori dell’Università della Georgia hanno ottenuto l’UGA Inventor’s Award per la loro creazione di un lavaggio del cibo che riduce notevolmente il rischio di malattie di origine alimentare.

malaphotoMike Doyle e Tong Zhao hanno inventato un lavaggio che uccide gli agenti patogeni più velocemente e più efficacemente sui prodotti alimentari di qualsiasi prodotto di lavaggio attualmente disponibile. Doyle è un professore del Collegio UGA di Scienze Agrarie e Ambientali e direttore del Center for Food Safety a Griffin, Georgia. Zhao è uno scienziato ricercatore del CAES e assistente al centro UGA.

Doyle e Zhao hanno inventato un lavaggio del cibo che uccide i patogeni anche su frutta e verdura. Può anche essere usato per pulire piani cucina, taglieri e apparecchiature per il trattamento degli alimenti in contesti commerciali.

Il lavaggio è molte volte più potente sui prodotti alimentari di qualsiasi antimicrobico a base di cloro disponibile in commercio, ma i suoi componenti sono in genere considerati come sicuri da parte della Food and Drug Administration statunitense e l’industria alimentare dell’Unione europea.

Il lavaggio antibatterico uccide gli agenti patogeni degli alimenti un minuto dopo l’applicazione. E ’stato testato con successo contro più di 30 diversi microbi nocivi, tra cui E. coli O157, Salmonella, B. anthracis e Yersinia pestis. Il lavaggio non modifica l’aspetto, il sapore o l’odore dei cibi, ed aumenta la shelf life dei prodotti.

L’invenzione rappresenta più di un decennio di ricerca da parte di Doyle e Zhao nello sviluppo di interventi di sicurezza alimentare per i consumatori e l’industria alimentare.

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Acqua ossigenata sul pesce

Il Ministero della Sanità è venuto a conoscenza che vengono impiegati prodotti a base di acqua ossigenata per irrorare il pesce destinato al consumo umano.

Detta pratica serve ad ottenere un effetto conservante e donare al pesce un bell’aspetto chiaro e brillante.

Va da sè che l’utilizzo di perossido di idrogeno nei prodotti alimentari non è autorizzato, è un presidio medico chirurgico, pertanto non può essere utilizzato come additivo nemmeno se diluito con acqua.

A fronte di questa pratica ingannevole al pari della frode alimentare e a rischio chimico, il Ministero ha emanato una circolare con la quale si vieta espressamente l’uso di acqua ossigenata sui prodotti ittici.

A buon cuore ed onestà degli addetti recepirne il contenuto.

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Nas, maxi sequestro di formaggio

Dodicimila forme di falsi “Grana Padano” e “Asiago” sequestrate e una denuncia: è il bilancio di un blitz condotto in Veneto dai Carabinieri del Nas di Cremona.

I militari hanno denunciato per frode in commercio il presidente e direttore di un caseificio dedito alla produzione di formaggi Dop (Grana Padano e Asiago). Al termine degli accertamenti “sono state sequestrate penalmente forme per un peso di 96 tonnellate ed un valore di circa 850mila euro”.

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