By 43zero58 17 Feb 2009 in OGM
Nulla di fatto dopo il tentativo di ieri, della Commissione Europea, di far approvare il mais geneticamente modificato MON810 alla Francia e alla Grecia. Nonostante le forzature venute dalla Commissione, la votazione ha dato esito negativo, e il gigante del biotech Monsanto non ha digerito il rifiuto.
Risulta chiaro che le pressioni esercitate sui Paesi “ribelli” sono frutto di un accordo avvenuto sottobanco tra Monsanto e vertici della Commissione europea, che visto il risultato negativo incassato, saranno alquanto dispiaciuti di non aver potuto tener fede alle promesse fatte alla multinazionale.
Con 16 voti a favore dei “ribelli” contro 9, Germania e Malta erano assenti, hanno vinto il buonsenso e la ragione.
Monsanto MON810 è l’unica delle colture geneticamente modificate approvate nell’Unione europea, ma l’anno scorso la Francia ha sospeso la sua coltivazione, invocando una “clausola di salvaguardia”. La Grecia utilizza la stessa disposizione di legge del 2006 e che ha esteso da allora. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha detto che il granturco è sicuro e non vi sono prove scientifiche per giustificare il divieto.
Senza un solido mandato della Commissione europea, l’organo esecutivo dell’UE, si rivolgerà ai ministri per far decidere se la Francia e la Grecia dovranno riallinearsi e consentire le colture GM.
Monica Frassoni, co-leader del gruppo Verde al Parlamento europeo, ha invitato la vigilanza contro il tentativo della Commissione di rendere obbligatorio agli Stati membri di consentire colture geneticamente modificate.
Dalla prima perizia era emerso che MON810 ha avuto un effetto negativo su insetti (api da miele), una specie di lombrico e micro-organismi. Vi è stata anche preoccupazione per il polline trasportato dal vento di MON810 che era stato individuato a centinaia di chilometri.
“Dobbiamo restare vigili, perché non è la prima volta che la Commissione ha cercato di forzare la mano di quegli Stati membri che sono più resistenti alla coltivazione di mais geneticamente modificato”, ha detto.
“La sfida ora è quella di garantire una maggioranza sufficiente a respingere la proposta della Commissione.”
Divisa sulla questione degli OGM, l’Unione europea nel mese di dicembre ha adottato una serie di misure volte a superare le loro differenze e raggiungere decisioni unificate.
Da notare che anche Austria ed Ungheria hanno imposto il divieto di coltivazione di MON810.
L’EFSA ha raccomandato che gli Stati membri dovrebbero essere l’arbitro finale in Europa in merito alla sicurezza delle colture GM. Essi hanno inoltre convenuto che le decisioni devono tener conto dell’impatto ambientale nel medio e lungo termine, e non solo agli aspetti sanitari
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