By 43zero58 20 Set 2009 in Additivi
Ci scrive Paolo, nostro lettore ed editore di Paoblog’s, un interessante blog personale che offre numerosi spunti di riflessione e discussione sui fatti del quotidiano. Vista l’importanza dell’argomento trattato, pensiamo che sia utile a tutti commentare pubblicamente la segnalazione di Paolo.
Il motivo del contatto si riferisce all’incontro avvenuto al banco dei surgelati, presso un supermercato Esselunga, con una confezione di “anelli di totano” surgelati, appunto. I toni del messaggio di Paolo sono di evidente e deludente sorpresa al momento dell’acquisto, peraltro non avvenuto, seguiti da una sacrosanta arrabbiatura, dopo che si è documentato sulla sicurezza dei ben sette additivi elencati in etichetta.
Almeno tre delle sette sostanze chimiche citate evidenziano la scarsità della materia prima impiegata, E 450, E 451, E 452 svolgono una funzione cosidetta tampone e trattengono acqua nel prodotto durante la lavorazione, questo per potervi presentare degli anelli carnosi e rigonfi, anche se il totano di partenza ha sembianze anoressiche. I restanti chimici sono impiegati in sovrapposizione per decolorare gli anelli (perchè bianco è bello), fornire compattezza, prevenire la formazione di aree di colore diverso, inodorare e conservare. In sintesi tutti gli elementi sono stati utilizzati per appagare la vista di un prodotto che fresco, ci sarebbe apparso poco appettibile. Si tratta di un inganno autorizzato dalla legge.
Nella sua ricerca Paolo ha suddiviso i chimici nocivi dagli accettabili. Accettabili significa che gli effetti sulla salute sono minimi o trascurabili ma non assenti, nel calcolo della DGA o dose giornaliera accettabile, dobbiamo tenere conto di tutte le sostanze che andremo ad assumere in una giornata, ed esse sono bioaccumulabili, perciò dovremmo sommare tutti i valori presenti in ciascun alimento industriale, meglio il fresco vero?
Tuttavia ci sono in commercio anelli di totano surgelati di I categoria dove non è presente nessuno degli elementi che abbiamo trattato in questo articolo, probabilmente il costo superiore è il motivo della scelta del supermercato. Sarebbe interessante un commento di Esselunga in proposito.
Conclude Paolo il suo post con rassegnazione “….c’è poco da fare”. Invece no, c’è tanto da fare: si lascia il prodotto al banco, come ha fatto Paolo, si informa il direttore del supermercato della spazzatura che sta vendendo, e si avvisano i potenziali consumatori con denominazione e marca del prodotto incriminato (omissis dell’autore). Loro sono liberi di vendere, noi liberi di non comprare.
Leggi il post di Paolo che ha generato questo articolo
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