Alluminio, a rischio soprattutto i giovani

AlluminioSecondo il parere dell’EFSA il livello di alluminio assunto settimanalmente dai consumatori con la dieta non dovrebbe essere superiore ad 1mg/Kg di peso: quantità superiori infatti possono accumularsi  nell’organismo e portare turbe dell’apparato riproduttivo  e del sistema nervoso. Ricerche svolte in Europa dimostrano tuttavia che l’assunzione media settimanale di alluminio varia da 0,2 e 1,5 mg/kg di peso  raggiungendo nei bambini e nei giovani i 2,3 mg/kg. Più del doppio quindi del livello di sicurezza. Il metallo infatti può ritrovarsi nei deodoranti, negli additivi usati come agenti lievitanti per i prodotti dolciari (indicati con la sigla E541) e in alcuni medicinali (antiacidi e acido acetilsalicilico tamponato). Dalle indagini effettuate, l’Autorità Europea ha riconosciuto che gli alimenti che incidono maggiormente sul livello di alluminio dell’organismo sono cereali, pane, dolci, biscotti e bibite in lattina; seguono spinaci lattuga e funghi, té, cacao e spezie. Vanno inoltre anche considerati  latte in polvere e di soia.

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